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Veganuary 2021: La Mia Esperienza

Veganuary 2021: La Mia Esperienza

Quest’anno, 2021, ho fatto il mio primo Veganuary. Se me l’avessero detto due anni fa, non ci avrei creduto.

Ma quest’anno è andata così. Per la prima volta nella mia vita, mi sono sentita pronta. Non so, sarà la pandemia, sarà che quest’anno tutti abbiamo cucinato come matti, ma ho voluto uscire dalla mia comfort-zone e provare a fare qualcosa che non avevo mai fatto nella mia vita: mangiare solo alimenti vegetali per un mese intero.

Veganuary 2021: Ma che roba è?

Gennaio è il simbolo di ogni nuovo inizio: i buoni propositi sono ancora freschi di inchiostro e la motivazione è alle stelle. Tantissime persone cercano di cambiare vita nei primi giorni dell’anno; ecco perché il mese di gennaio è stato scelto per questa challenge un po’ inusuale.

Il Veganuary è un’organizzazione no-profit che dal 2014 incoraggia le persone in tutto il mondo a provare lo stile di vita solo vegetale per il mese di gennaio. Infatti Veganuary nasce dall’unione delle parole “Vegan” + “January”.

Per partecipare al Veganuary ci si può registrare via email tramite il partner italiano Essere Animali. Iscriversi non è assolutamente obbligatorio, ma è utile perché così ogni giorno si riceve una newsletter con consigli, ricette e informazioni sullo stile di vita vegano.

E poi non c’è davvero altro da dire: si mangia solo vegetale per 31 giorni, dal 1 gennaio al 31 gennaio 😀

Veganuary 2021: Ma tu perché lo fai?

Bella domanda. Ci ho pensato bene e ho cercato di riassumere qui, con grande sincerità, tutti i miei “perché”. Alcuni potrebbero suonare strani; sono opinioni personalissime e forse non condivisibili, ma sono mie e sono vere.

  • Perché le sfide con noi stessi sono le più belle. Ho vissuto questo Veganuary come un gioco, rassicurando le persone attorno a me che no, non sto diventando una talebana del cibo scassapalle, voglio solo provare a essere una persona migliore;
  • Perché sono convinta che il veganesimo imperfetto sarà la dieta obbligatoria di tutti tra 10-20 anni. Il sistema alimentare attuale, guardando i numeri, non è sostenibile.
  • Perché voglio ridurre il mio impatto ambientale attraverso l’alimentazione, e voglio scoprire se è davvero un sacrificio per me;
  • Perché cucinare il cibo vegano mi piace. Lo trovo attraente, colorato, appetitoso. I piatti plant-based mi danno più soddisfazione in cucina rispetto a quello “tradizionali”;
  • Perché l’industria dei prodotti di derivazione animale mi inorridisce, e voglio scoprire se è davvero così difficile rinunciarci.

Veganuary 2021: come è andata

Sono riuscita a mangiare vegano per un mese? Incredibile ma… sì! Con un po’ di organizzazione 😀

Buttarsi in questa “impresa” senza preparazione potrebbe essere, secondo me, triste e demotivante. 

Come avere successo quindi? Secondo me ci sono 3 punti fondamentali:

  1. conoscere e saper realizzare tante ricette vegane BUONE. Ma buone davvero, che ti fanno venire l’acquolina in bocca e che mangeresti tutti i giorni. Con “tante” direi almeno… 15?
  2. conoscere le basi della nutrizione in generale: quali e quanti alimenti mangiare ogni giorno per assumere tutti i nutrienti che ci servono per essere sempre sazi e energici. Io ho letto 2 tomi da 600 pagine sull’alimentazione vegana prima di osare il Veganuary. Erano necessari? Forse no, ma non sapendo nulla di nutrizione li ho trovati davvero interessanti. In ogni caso, questo articolo dei Magnifici Dodici del dottor Greger potrebbe essere un buon inizio. 
  3. organizzare la spesa in base ai due punti sopra: riuscire a assumere quotidianamente tutti i nutrienti (1) in ricette davvero buone e sazianti (2). Pasta e fagioli, risotto radicchio e noci, pizza con le verdure, vellutata di zucchine e cannellini… 

Sarei riuscita a fare il Veganuary senza aver fatto prima 9 mesi di plant-based? In tutta sincerità, io credo di no. Ho imparato tantissime ricette, ho sperimentato, ho capito quanto mi serve per stare bene e essere felice prima di cominciare il Veganuary 2021.

Veganuary 2021: Le difficoltà

Ci sono state delle difficoltà? Sì, certamente. Per me, due in particolare: una sorta di disagio sociale nel dover spiegare cosa mangio e perché, e il mio dubbio esistenziale del momento: lo spreco alimentare.

Veganuary e Disagio Sociale

Per gran parte della mia vita adulta mi sono vantata di essere quella che mangiava tutto. Gorgonzola, molluschi, frutta secca, uvetta: niente mi fermava. Da adulta, non avere limiti di alimentazione era fonte di orgoglio.

Era il mio modo per dire “Vedi? Non sono schizzinosa. Io provo, sperimento, sono alla mano. Sono avventurosa”.

Mi dava soddisfazione poter dire a chi mi invitava a cena “Ah, non ti preoccuparti, io mangio tutto”. Mi piaceva questa sensazione di essere inclusiva, gentile e accomodante. 

Con il mio cambio di alimentazione prima, e con Veganuary a gennaio, questo aspetto della mia vita si è… complicato.

Non mi piace per niente essere quella che dice “Io questo non lo mangio”. Sono a disagio mettere in difficoltà le persone che vogliono invitarmi a cena. Mi sento limitata e limitante quando mi si chiede “Ma questo lo puoi mangiare?”.

Non mi piace sentirmi diversa a tavola. Il cibo è sempre stato, nella mia vita, sinonimo di amore, piacere, inclusività, gioia. Non vorrei mai che una cosa tanto bella diventasse motivo di separazione e scoramento.

Sentire che le persone sentono di doversi allontanare da me perché sono “difficile” mi spaventa. Mi rattrista vedere mia madre a disagio perché non sa cosa cucinarmi.

E io ci provo con tutte le mie forze a essere sempre gentile, accomodante e inclusiva. Lo giuro, ci provo. Mi offro di cucinare, di portare il dolce, di fare un sugo a parte per me se per gli altri è già deciso. Ma è come se nel cibo ci fosse una forza antica e misteriosa, inspiegabile. Se rifiuti il cibo sei strano, sei un mostro.

La pandemia ci costringe in casa, ma il Veganuary è riuscito lo stesso a mettere in luce queste mie difficoltà nella convivialità del cibo. Il cibo è un aspetto bellissimo e potente della vita, e voglio che resti inclusivo e pieno d’amore. 

Penso che Plant-Based sia la soluzione. Cibi più ecosostenibili possibile, a base vegetale, ma senza la pesante imposizione etica e sociale che la parola “vegano” si porta dietro. È una soluzione definitiva? Non lo so.

Questo mio “disagio sociale” significa che non posso essere vegana al 100%? Forse. Non lo so. So che se mi sento a disagio a obbligare gli altri a adeguarsi alle mie scelte, e se un tipo di alimentazione mi porta a evitare gioiose situazioni sociali, non credo sia un tipo di alimentazione sana per me.

NB: queste sono le MIE difficoltà. Per molte persone non è un problema mangiare cose diverse: tantissime persone non mangiano i formaggi, le verdure, certi frutti… e non si fanno problemi a farlo notare. Queste sono difficoltà PER ME che non ho mai avuto problemi di sorta con i prodotti alimentari.

Veganuary e Spreco Alimentare

Ci sono davvero tante occasioni in cui mi chiedo dove si deve tirare la linea tra scelte etiche e spreco alimentare. Se una persona non mangia carne per motivi etici, può o non può mangiare gli avanzi di un’altra persona (magari un figlio), se questi avanzi come unica alternativa finiscono nella pattumiera? È davvero più etico gettare via il cibo in nome di un diverso ideale di etica? 

Non so. Non ho una risposta a queste domande. Se avete delle opinioni in merito, scrivetemi nei commenti: io non so proprio cosa è giusto. A me lo spreco alimentare sembra un abominio, e allo stesso tempo non so cosa farei se mi trovassi in questa situazione.

Veganuary e la gioia del cibo buono

Durante questo Veganuary ho mangiato la pizza 8 volte e non me ne vergogno 😀 La pizza è facilissima da rendere vegana ed è un comfort-food per eccellenza. E la pizza con verdure è pure sana: alla fine è come mangiare pasta e verdure. La mia pizza preferita è marinara con aglio, origano, funghi, pomodori secchi e rucola.

Questa premessa per dire cosa? Che il cibo deve essere una gioia, sempre. 

Una brutta giornata diventa più bella quando per cena c’è il nostro piatto preferito. Il cibo buono diventa fonte di condivisione, allegria e energia nuova. 

Come ci sentiamo mentre mangiamo e dopo aver mangiato è importante: siamo felici, energici, ispirati? Oppure ci sentiamo più stanchi, pesanti e demotivati di prima? 

Sapevo che se il cibo non fosse sempre stato motivo di gioia, questo Veganuary sarebbe stato un fallimento: una sfida obbligata, fonte di tristezza e di frustrazione per me e chi mi sta attorno.

Per questo mi sono impegnata al massimo perché Veganuary fosse sinonimo di cibo buono per me e per le persone che amo. 

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Tirando le Somme del Veganuary 2021: Successo o Fallimento?

A questo Veganuary 2021 hanno partecipato 500.000 persone da 152 Paesi. Nel 2020 l’Italia era il terzo paese al mondo per numero di partecipanti, dopo Regno Unito e Germania, con più di 15.000 iscritti. 

In Regno Unito Deliveroo ha registrato +153% di ricerche per cibo Veg. Molti partner di Deliveroo hanno aggiunto speciali opzioni vegane per rispondere alla crescita della domanda. Tantissime catene di ristoranti si sono adattate per poter includere almeno un piatto vegano nel menù.

Quindi, un successo? Di sicuro un successo per il pianeta: se tutti in Italia facessimo un solo 1 pasto veg alla settimana, in un anno avremo 50 milioni di tonnellate di gas serra in meno nell’atmosfera, l’equivalente di eliminare 16 milioni di macchine dalla strada (fonte: Meatless Farm). 

Conoscendo questi dati è molto più facile capire la differenza che 500.000 persone che fanno un mese di pasti vegetali possono fare per la riduzione dell’inquinamento.

P.S.: Se vuoi sapere quanto impatta la tua alimentazione sull’ambiente in termini di kg di CO2, m2 di terreno e litri di acqua, prova questo calcolatore online! 👇

Da Essere Animali

E io? Io sono stata una perfetta vegana per 31 giorni? 

No! Ma quasi 😃 Un giorno ho mangiato della pasta all’uovo; un altro un crostolo fatto dalla nonna. Li considero fallimenti? No. Mi sento in colpa per questo? No. Ho fatto del mio meglio, sono stata felice, sazia e soddisfatta per tutto il mese. 

Il desiderio di perfezione non fa parte di me da un bel po’. C’è solo lo sforzo, ogni giorno, di fare del mio meglio.

Credo che questo mio primo Veganuary sia stato un gran successo. L’ho fatto in silenzio e con rigore, senza rompere a (spero) nessuno, celando il mio entusiasmo ogniqualvolta qualcuno tirava fuori l’argomento. E mi ha dato grandi soddisfazioni.

All’inizio il mio compagno se ne dimenticava costantemente, chiedendomi quasi ogni giorno se volevo la mozzarella sulla pizza o una fetta di panettone.

Io l’ho trovato adorabile. Mi sono sentita come Philippe del film Quasi Amici, a cui il badante passava sempre il telefono perché si dimenticava che era tetraplegico (so che ho appena paragonato uno stile di vita basato sull’etica e la fine della sofferenza all’essere tetraplegici, perdonatemi, ma è quello che davvero ho pensato 😂).

L’ho trovato carino perché significa che non pensava che fossi strana o in difetto: se ne dimenticava perché quello che mangio non è il fulcro della mia personalità; il cibo non è e non deve essere un’ossessione.

Il Veganuary 2021 mi ha insegnato che, con un po’ di impegno e le ricette giuste, anche l’impossibile diventa possibile: quello che sembrava uno stile di vita inarrivabile è diventato una semplice realtà quotidiana, un piatto alla volta.

È questo il grande potere di una sfida come questa: dimostrare a te stesso che ce la puoi fare e, alla fine, ammettere che non è stato poi così difficile come sembrava all’inizio.

Partecipare al Veganuary non per forza segna l’inizio di una nuova vita vegana per tutti. Può essere una parentesi verde in una vita già abbastanza complicata. Ma è una parentesi che insegna tanto, e non porta via niente.

Lo consiglio a tutti? Sì.

Penso che tutti possano farlo? No. Come tutte le scelte etiche, non bisogna dimenticare che avere la possibilità di scegliere come mangiare è un privilegio

I food desert sono una realtà (ne parla Ron Finley nella TED Talk più bella del mondo); e le possibilità di ognuno non devono essere messe in discussione da chi ha avuto di più dalla vita (ovvero: noi che possiamo mangiare 3 volte al giorno, cosa niente affatto banale). In Italia abbiamo la fortuna di avere, quasi sempre, un supermercato o un fruttivendolo raggiungibile a piedi dove acquistare cibo fresco e economico. Questo è un privilegio non disponibile in molti luoghi del mondo.

Il Veganuary non è nato per dire alle persone come devono vivere e mangiare. Il Veganuary è nato per dire che esiste un modo diverso di vivere e di mangiare, e che questo modo non deve per forza essere poi così complicato.

Insomma, io sono entusiasta, si è capito? 😀

Info Utili sul Veganesimo (o veganismo? bo)

Io i vegani non li capivo. Li ammiravo, li guardavo da lontano… ma poi scuotevo la testa: proprio non li capivo.

E adesso… adesso sì. Ed è così affascinante poter assistere ad un proprio cambiamento di prospettiva. Assistere ad un importante shift mentale in diretta, dal vivo nella nostra mente, un posto dove pensavi che tutto fosse ormai già deciso. “Io la penso così” e basta, fine. E invece! Poter osservare sé stessi mentre si cambia in meglio è un’esperienza davvero incredibile, che auguro a tutti in ogni ambito della vita.

Raccolgo quindi qui alcune informazioni utili sullo stile di vIta vegano che ho trovato durante le mie ricerche e grazie alla newsletter del Veganuary:

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Immagine da IoScelgoVeg

E adesso, la domanda che tutti si aspettano… rullo di tamburi…

“Ricomincerai a mangiare prodotti animali?” 

La risposta più vera che posso dare è: preferirei di no. E non perché me lo autoimpongo: perché non mi va. Perché sono più felice così. Quei gusti e quei sapori a cui non pensavo di poter rinunciare per me hanno perso tutto il loro fascino. Non mi vanno più.

Ma allo stesso tempo so anche che a volte la vita si metterà in mezzo, e ci sono tante persone che amo attorno a me che hanno idee differenti, e per le quali sono disposta a scendere a compromessi.

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Non sono ancora arrivata. Ma sono più vicina di ieri.


Leggi anche: I miei primi 9 mesi senza carne

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Questo articolo ha 4 commenti.

  1. Mr RIP

    Mi ricorda l’esperimento Vegetariano (non vegano) che ho fatto qualche anno fa per un paio di mesi 🙂
    Stessi conflitti, stesse conclusioni che hai tratto tu.
    Ho ripreso a mangiare carne da allora, ma ne sono più consapevole – e pronto a farne a meno, visto che è stato sorprendentemente più facile del previsto.

    Ciao!

    1. Michela

      Ciao Mr RIP!
      Sono convinta che questi esperimenti, anche se brevi, ci cambino molti di più di quanto crediamo sia possibile.
      E la facilità con cui si può rinunciare alla carne ha colpito molto anche me. È bello scoprire di poter fare qualcosa che prima sembrava impossibile!

      A presto!
      Michela

  2. Barbabosco

    Complimenti per l’analisi e le riflessioni, tante, profonde e molto condivisibili, sul rapporto col cibo. Molto istruttivo, davvero grazie.

    1. Michela

      Ciao Andrea,
      sono contenta che l’articolo ti sia piaciuto! Trovo che l’alimentazione e i suoi risvolti sociali siano un argomento molto affascinante, ma di cui è difficile parlare… ogni discussione legata al cibo è, comprensibilmente, molto controversa.

      Alla prossima! 🙂
      Michela

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