Perché NON Comprare con il Black Friday 2020

Perché NON Comprare con il Black Friday 2020

Tra pochi giorni arriverà l’evento commerciale più atteso dell’anno: il Black Friday 2020.Questa tradizione di origine statunitense è ormai consolidata anche in Italia; dal 2018 anche nel nostro Paese i consumi di Black Friday e Cyber Monday hanno superato quelli del Natale.

Da dove nasce il Black Friday?

Il Black Friday è un evento commerciale nato negli Stati Uniti; cade sempre il venerdì successivo al Giorno del Ringraziamento, festività nazionale importantissima negli USA dove le famiglie si ritrovano per pranzare e festeggiare insieme. Il Venerdì Nero è quindi un giorno festivo, e negozi e e-commerce offrono promozioni speciali per invogliare le persone a comprare i regali di Natale.

Acquistare durante il Black Friday è conveniente? 

Il Black Friday permette di risparmiare rispetto ai prezzi dagli stessi siti e negozi nelle settimane precedenti, ma spesso si tratta di prezzi che potremmo trovare anche in altri periodi dell’anno.

Inoltre, cosa compriamo è fondamentale: il Black Friday non deve diventare un motivo di consumo fine a stesso.

Cos’ha di speciale il Black Friday? 

Perché le persone in questi “giorni neri” acquistano come mai prima d’ora? 

Perché Black Friday fa leva sull’emotività. Durante il Black Friday non compriamo quello che ci serve; compriamo quello che ci tenta. Il Black Friday è diventato una ricorrenza, un evento a cui partecipare.

La pubblicità ci bombarda per un mese intero, sia online sia offline, e se non compriamo qualcosa, il marketing martellante ci fa credere di star perdendo un’occasione unica e irripetibile… ma non è così.

Ecco allora una lista di motivi alcuni motivi per NON fare acquisti durante il Black Friday 2020:

  1. I saldi, di qualunque tipo, non sono mai fatti per il beneficio del consumatore. I beni in sconto sono merci invendute, spesso avanzi di magazzino delle stagioni passate. Il prezzo scontato è probabilmente il vero valore del prodotto.
  2. I grandi marchi concedono sconti sui beni di consumo per incoraggiarci a comprare cose che al prezzo normale non compreremmo mai; se non lo abbiamo già acquistato a prezzo intero, non ci serve;
  3. Se non ci serve qualcosa di nuovo, ma lo desideriamo per il senso di benessere che ci dà, forse stiamo cedendo allo shopping compulsivo, un problema con risvolto patologici da non sottovalutare;
  4. Il prezzo del settore abbigliamento è già eccessivamente basso durante l’anno; acquistare a prezzi stracciati riduce il valore di quell’oggetto nella nostra percezione, siamo meno attenti a prendercene cura e siamo meno inclini ad acquistare capi di prezzo superiore in futuro;
  5. Ci riempiamo la casa di cose di cui in realtà non abbiamo bisogno, obbligandoci a impiegare più tempo a fare pulizia e decluttering;
  6. Acquistando a prezzo ridotto sosteniamo le aziende nella corsa alla produzione in eccesso, perché ci penseremo noi a sbarazzarci del loro invenduto al motto di “ma sì, tanto era in sconto”.

Cosa fare invece

Cosa fare invece di cadere nelle trappole dei super sconti del Black Friday?

Valutare con attenzione cosa ci serve davvero. Considerare tutte le alternative possibili: se possiamo comprare in modo sostenibile, di seconda mano, da piccoli artigiani che non possono permettersi di fare sconti.

O anche… non comprare niente e fare invece le cose che ci piacciono davvero.

Dobbiamo imparare (o re-imparare) a non legare consumo e emozioni. Gli acquisti devono tornare a essere quello che sono: acquisti, senza alcun valore emotivo e terapeutico. Comprare oggetti e vestiti dovrebbe essere come la spesa al supermercato: una necessità banale, non un’attività che ci procura un piacere ossessivo.

Perché oggi più che mai dobbiamo fare uno sforzo per ricordarci che felicità e piacere si trovano altrove: nello stare con gli altri, nel viaggiare, nell’imparare cose nuove. E che tutte queste cose si possono fare consumando in modo consapevole.

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