• Reading time:8 min(s) read
  • Post author:

Ma alla fine, come è andato il No Buy Year? Resoconto di un anno senza acquisti

Ma alla fine, come è andato il No Buy Year? Resoconto di un anno senza acquisti

Cos’è questo No Buy Year

Breve riepilogo della faccenda: tra i miei buoni propositi del 2021 c’era “Non acquistare vestiti Fast Fashion per un anno”; però non so, mi pareva troppo facile, quindi mi sono complicata la vita trasformandolo “Non comprare vestiti per un anno”. Il 2021 per me è stato quindi, di fatto, il mio primo No Buy Year, un anno senza acquisti.

E come è andato?

Tutto sommato, è andato benone. È stato forse il mio buon proposito per il 2021 più di successo (del fallimento degli altri buoni propositi magari ne parliamo in un’altra occasione).

Quindi, perché sto scrivendo questo articolo? Perché nel giro di 12 mesi si sono accumulate delle storielle relativamente interessanti che mi va di condividere.

La Storia dei Sandali Rotti 

A inizio estate mi sono accorta di avere 2 paia di sandali inutilizzabili. Lacci rotti, pelle screpolata: erano davvero inguardabili. Ho pensato subito “Ecco, devo già rompere il mio No Buy Year, perché non posso andare in giro con queste oscenità”.

Mi sono accorta subito di questa autoimposta mentalità “della sostituzione” ben radicata in me. Possiedo innumerevoli paia di scarpe (e con innumerevoli intendo dire 26, le avevo contate) eppure ho sentito subito il bisogno di sostituire invece di ridurre e basta. 26 paia di scarpe sono più che sufficienti per un essere umano.

Così ho eliminato i sandali rotti e non ne ho comprati altri. E, guarda guarda, ho superato l’estate grazie a tutte le altre mie scarpe, senza sentire la minima necessità di quei sandali e senza nemmeno dover camminare a piedi nudi per strada.

Ho l’impressione che a volte abbiamo a volte una percezione gonfiata di quello di cui abbiamo veramente bisogno. “Ho usato questi sandali per anni, adesso che non li ho più cosa metto, ommioddio, come farò?” E invece ci si adatta, si cambia, e ci si accorge che si può eccome.

(So bene che parlo da una posizione di privilegio con le mie 26 paia di scarpe e che al mondo c’è chi non ne ha nessuna; ma se stai leggendo questo articolo, devi sapere che fai parte anche tu della metà ricca del mondo. Lo so, è uno shock).

La Storia dei Quattro Matrimoni

Nel 2021 ho partecipato a 4 matrimoni, e li ho fatti tutti con scarpe e vestiti provenienti dal mio armadio. Mi sono fatta prestare una borsa (thanks, Anna) e una stola (thanks mamma). 

Non credo, sinceramente, che nessuno si sia accorto che ho indossato lo stesso vestito per più di una cerimonia.

no-buy-year-4-matrimoni-outfit
Risultato del sondaggio fatto su Instagram per scegliere gli outfit per i matrimoni

La Storia dell’Impermeabile Rosa

A agosto mi sono fatta il regalo di andare alle Tre Cime di Lavaredo, posto che era da parecchio nella mia lista dei desideri.

Pochi giorni prima del viaggio mi sono arresa davanti all’evidenza della nuvoletta dell’app del meteo: avrebbe piovuto SEMPRE durante i pochi giorni del viaggio. Ho quindi ri-organizzato la valigia di conseguenza e mi sono accorta di non avere un antipioggia. Non l’ho mai avuto. 

Il pensiero di comprarlo mi ha attraversato, ma è scivolato via. Ormai, ad agosto, ero pratica di soluzioni alternative per superare il No Buy Year da vincitrice. Perché comprare un oggetto per usarlo solo poche volte?

Ecco quindi cosa ho fatto:

  • Ho chiesto a mia madre di prestarmi il suo antipioggia rosa shocking
  • l’ho usato per i 4 giorni di vacanza
  • l’ho lavato
  • l’ho restituito

Tutto qui. È quasi strano se ci penso. “Comprare” è stato il mio primo pensiero, automatico: ho normalizzato l’idea di comprare un oggetto per usarlo 2-3 volte e poi lasciarlo nell’armadio. “Prendere in prestito” è stato invece un pensiero successivo, elaborato, intenzionale.

Si dovrebbe fare più spesso: mettere in comune e prendere in prestito capi tecnici, vestiti eleganti… quelle cose che si usano poco ma che a volte servono e basta.

no-buy-year-impermeabile-rosa

E alla fine in quella vacanza ha piovuto 3 giorni su 4. Questo sole meraviglioso è del giorno numero 4.

È stata una vacanza bellissima così. E so che se anche avessi avuto un impermeabile mio, non sarebbe stata più bella. Non avrebbe potuto, perché il valore delle esperienze non è quasi mai negli oggetti che ci portiamo dietro.

La Storia dei Vestiti che Non ho Comprato

Questa storia parla di come mi sono ritrovata piena di roba che non ho comprato. Sarà che quando una è strana la voce si sparge velocemente, sarà che la gente per metà è ispirata e per metà ha pietà di me; fatto sta che nel 2021 sono arrivati, gratis, nel mio armadio:

  • 1 vestito bucato che un amico stava per usare come straccio; l’ho salvato e ci ho cucito un ricamo sopra il buco. Ciao Enrico.
  • 1 cappotto di lana
  • 1 paio di shorts
  • 4 paia di jeans
  • 4 vestiti eleganti. Grazie Mònika! 😀
  • 1 maglione

Per essere un anno in cui non ho comprato niente, ho potuto sfoggiare un sacco di abiti nuovi!

La Storia delle Scarpe Bucate

Ho un paio di scarpe bucate. Sono bucate da un bel po’, ma io continuo a ricucirle con ago e filo. Mi piacciono molto, le uso con molto outfit diversi; non voglio buttarle.

Quando mi sono iscritta in palestra però ho seriamente valutato di prendere delle scarpe da ginnastica nuove. Ho persino guardato qualche sito super green e sostenibile per poi chiuderlo in un attacco di panico alla vista dei 300€ del prezzo.

per poi ricordarmi di averne un paio nella sacca della palestra che non usavo dalla pre-pandemia. Quando si ha troppa roba, succede anche questo.

La Storia del Maglione Giallo

Questa è una storia molto breve. Volevo un maglione giallo: ho indossato il maglione giallo del mio fidanzato. Dopo 2 giorni l’ho lavato e restituito al legittimo proprietario. Se mai mi tornerà la voglia di giallo, so che lo troverò dentro il cassetto.

La Storia degli Shorts Fighissimi

Questa è la storia di come questo No Buy Year non sia stato perfetto, come niente di ciò che ci viene venduto (soprattutto su Internet: non fidatevi di nessuno).

In un negozio dell’usato ho trovato un paio di shorts. Anzi, non un paio: IL paio di shorts, quello che cerchi da una vita, che ti fa un culo da paura ed è pure comodissimo. Non potevo lasciarlo andare. Soprattutto, non usato a 5€. L’ho comprato perché sapevo che sarebbe stato un acquisto perfetto per me: li ho indossati già più di 20 volte. Direi che il costo per uso ha già un bilancio decisamente positivo.

Ritengo che 1 acquisto di seconda mano non renda nullo il mio impegno per quest’anno, anzi. Mi ha fatto capire che quel capo lo desideravo davvero, e ho apprezzato ancora di più il fatto che fosse l’unico acquisto dell’intero anno.

Foto di me felice al mare con gli shorts fighissimi

Ci sono cose che mi sono mancate in questo No Buy Year?

Ci sono cose che mi sono mancate? Sì. Sono andata lo stesso per negozi (di seconda mano) per avere quella sensazione di “droga” che dà l’aspettativa di un acquisto. Ma basta sapere che la sensazione resta lì, non aumenta se effettivamente procedi con l’acquisto.

(Sapevi che fare “window shopping” ovvero guardare le vetrine e basta, dà la stessa soddisfazione chimica di comprare per davvero? Io quando l’ho scoperto mi sono sentita ingannata. Il consumismo, pur di farci spendere, ci inganna perfino dentro il nostro cervello.)

Ci sono cose di cui avrei avuto bisogno, ma che non ho potuto comprare?  

Sì e no. È il concetto di “avere bisogno” che ho rivisto più volte nel corso di quest’anno: 

  • “I sandali sono rotti”. Sì, ma ho bisogno di averne un altro paio?
  • “Le scarpe da ginnastica sono bucate”. Sì, ma ho bisogno di sostituirle subito?
  • “Vorrei un maglione giallo” Ok, ma ne ho bisogno?

La risposta è stata, invariabilmente, no. Non ne ho davvero bisogno.

Certo, questa filosofia può sembrare un po’ estrema, un “accontentarsi” quando si hanno i mezzi e si potrebbe avere di più. E un po’ è così, lo ammetto. D’altra parte, invece, è rivalutare continuamente il proprio approccio alla vita, agli oggetti e alle esperienze su cui raramente si riflette.

Come ho scritto nel mio articolo precedente su questo tema, trovo che il No-Buy sia un ottimo modo per scoprire qualcosa di più di sé stessi: quante cose potrei fare invece di acquistare? Quanto tempo e soldi potrei risparmiare? In che luoghi e attività trovo la gioia che pensavo solo legata all’acquisto di nuovi oggetti?

Queste cose si possono scoprire solo provando il No Buy Year sulla propria pelle.

Vuoi fare anche tu un No Buy Year?

Le regole sono facili:

  • scegli un ambito in cui vuoi ridurre o eliminare i tuoi acquisti. Di solito è l’ambito in cui sai che hai un debole: skincare, makeup, prodotti per capelli, accessori per la casa? Tu sai!
  • decidi la durata: può essere un anno, ma anche 6 mesi o 1 mese;
  • si può sostituire ciò che finisce o si rompe (se ne abbiamo solo 1). Se mi si rompono le ciabatte al mare devo comprare un altro paio di ciabatte. Non c’è dubbio;
  • mettiti alla prova e racconta quello che hai imparato!

All prossima!

Iscriviti alla Newsletter!

Solo contenuti fighi, solo quando serve.

Puoi disiscriverti quando vuoi.

…oppure offrimi un caffè! 😃☕️

Ti piace quello che faccio? Offrimi un caffè virtuale cliccando sul pulsante qui sotto!

Condividi l'articolo

Michela

Ciao! Sono Michela e questo è il mio blog. Grazie di aver letto fino a qui!

Lascia un commento