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Ho Contato Tutti i Miei Vestiti

Ho Contato Tutti i Miei Vestiti

Il 10 ottobre 2020 ho contato tutti i miei vestiti. 

Era una cosa che volevo fare da tempo, perché sapevo di avere troppi abiti e volevo smettere di comprare cose che non mi servivano. 

Ero certa che, una volta scoperto l’altissimo e imbarazzante numero di tutti i vestiti che possiedo, mi sarebbe passata la voglia di fare qualsiasi nuovo acquisto

Volevo sapere quanti abiti, scarpe, giacche stanno nel mio guardaroba. Il numero esatto, nero su bianco. Perchè dai numeri non si può scappare.

E stata dura. E imbarazzante. Se ti interessa, continua a leggere!

Come ho Contato Tutti i Miei Vestiti

Ho approfittato del cambio dell’armadio autunnale e mi sono messa in gioco. Su Instagram ho annunciato la Challenge #ContoIlMioArmadio e ho fatto delle Stories in diretta. In questo modo mi sono presa una responsabilità “pubblica” e non potevo più tirarmi indietro. 

Ho messo nero su bianco un numero per ogni categoria di abbigliamento: scarpe, cappelli, guanti, gonne…

Ho diviso ogni categoria in nuovo e di seconda mano, perché ormai è da anni che compro quasi solo abbigliamento usato ed è importante che si sdogani il fatto che comprare usato è “strano” o “da poveri”. Perché non lo è!

(Se ti interessa l’argomento, ho qui una guida su come comprare usato da vera PRO e qui una spiegazione sul perché acquistare vestiti usati)

Ho Contato Tutti i Miei Vestiti: i Numeri

Ci siamo. Rullo di tamburi. Ecco i vestiti che possiedo per ogni categoria di abbigliamento:

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  • Costumi da bagno: 6
  • Sciarpe: 7
  • Cappelli: 10
  • Guanti: 6
  • Giacche: 12
  • Gonne: 14. Di queste, 11 sono state acquistate di seconda mano
  • Jeans: 5. 2 di seconda mano
  • Pantaloni: 4. Tutti di seconda mano.
  • Shorts: 3
  • Leggings: 7. 6 di seconda mano.
  • T-shirt e canottiere: 23
  • Maglie sportive: 9
  • Vestiti: 25. 19 sono realizzati a mano o secondhand
  • Cardigan o capo spalla: 14
  • Camicie: 10
  • Felpe: 2
  • Giacche in pile: 7
  • Giacche di jeans: 3
  • Zaini: 2
  • Borse: 7
  • Maglioni: 19. Di questi, 11 sono secondhand
  • Scarpe: 26. 4 paia sono si seconda mano
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Riflessioni a caldo

  1. Ho troppi jeans e pantaloni. Nonostante siano quasi tutti di seconda mano, ne ho troppi. Ho scoperto tardi che i pantaloni non fanno per me: preferisco di gran lunga indossare gonne e vestiti anche d’inverno.
  2. Indosso spesso gonne quindi 14 è un buon numero per me. Adoro i vestiti perché li trovo comodo e femminili, e non mi devo impegnare per abbinare il sotto con il sopra.
  3. Perché ho 6 paia di guanti?
  4. Odio le borse e ne ho un sacco. Uso sempre lo stesso zaino con cui mi trovo bene. Di certo non mi servono nuove borse.
  5. Ho 10 camicie che non metto mai. Trovo le camicie molto scomode e troppo formali.
  6. Ho troppi costumi in proporzione alle giornate che passo indossandoli. Di certo non me ne servono di nuovi.

Queste riflessioni dimostrano che fare questo lavoro – contare tutti i vestiti che possediamo dividendoli per categoria – aiuta. I numeri ci aiutano ad essere obiettivi con le cose che possediamo. Ad esempio non avrei mai immaginato di avere 10 camicie: adesso so che non devo comprarle più, e che anzi posso vendere o regalare quelle che già possiedo.

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Ho Contato Tutti i Miei Vestiti: Numero Finale

221.

221 è il numero finale, molto imbarazzante, dei capi nel mio armadio. È troppo alto? È troppo basso? Ognuno avrà la sua opinione in base alla sua esperienza. (NB: in questo numero non ho incluso: pigiami, biancheria intima, calzini, accessori come gioielli e cinture).

Mi imbarazza scriverlo qui perché so che, per me, è un numero alto. Non mi servono tutte queste cose. Non ho abbastanza occasioni per indossare tutti questi vestiti. Ho passato anni a comprare, comprare, comprare senza preoccupazioni, buttando via un sacco di soldi e ore di vita preziosa.

Allo stesso tempo, so di dover apprezzare questo senso di disagio e vulnerabilità. Sono le nostre vulnerabilità a renderci persone vere. È ciò che ci mette a disagio che ci spinge a cambiare. Se stiamo bene dove stiamo, raggomitolati nell’ombra, non siamo stimolati a migliorare in nessun modo.

“The moment that you feel, just possibly, you are walking down the street naked, exposing too much of your heart and your mind, and what exists on the inside, showing too much of yourself… That is the moment, you might be starting to get it right”

Neil Gaiman
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Conclusioni

Dopo aver contato tutti i vestiti del mio armadio, mi è passata la voglia di comprare cose nuove? Assolutamente sì. Il 2021 è il mio No-Buy Year: un anno in cui, ho deciso, non comprerò nessun capo di abbigliamento nuovo. Finora sta andando benissimo (certo, la zona rossa aiuta).

Perché non comprare più niente? Per 3 motivi:

  • benessere mentale. Il consumismo mi fa male e mi fa dimenticare le cose davvero importanti, per cui davvero vale la pena spendere tempo e soldi;
  • ridurre il mio impatto ambientale. Ogni capo che acquistiamo è stato prodotto con ingente utilizzo di risorse di acqua, suolo e lavoro umano, quasi sempre nei paesi più poveri del mondo. Viviamo in un paese e in un’epoca storica per cui il 99% delle cose che acquistiamo NON CI SERVE DAVVERO, quindi smettere di comprare vestiti è veramente solo una difficoltà mentale e non reale.
  • ridurre la domanda del Fast Fashion, un’industria con un immenso impatto sociale che non voglio più sostenere con i miei soldi. (Se vuoi saperne di più, ho scritto un intero articolo al riguardo).

E tu quanti vestiti hai?

Conta i tuoi vestiti e fammelo sapere! È una sfida faticosa e imbarazzante, lo so… ma ti assicuro che ti permetterà di avere finalmente consapevolezza di quante cose utili e inutili possedi, e che questa conoscenza ti darà la giusta spinta per cambiare, se è questo che desideri.

Sta arrivando la Fashion Revolution Week!

Ma perché parlare ora di quanti vestiti abbiamo nell’armadio? Perché impegnarsi a comprare meno e meglio? Perché si sta avvicinando la Fashion Revolution Week! Dal 19 al 24 aprile 2021 la comunità globale di Fashion Revolution crea iniziative per ricordare al mondo che abbiamo bisogno di un’industria della moda più etica e sostenibile

Questa campagna di sensibilizzazione nasce in seguito al terribile crollo della fabbrica Rana Plaza, che il 24 aprile 2013 ha ucciso 1.129 persone che stavano lavorando per realizzare vestiti di famosi marchi di Fast Fashion. I nostri vestiti.

Per questo anche una cosa che sembra sciocca e superficiale come #ContoIlMioArmadio può diventare un forte strumento di di cambiamento: perché anche grazie ad un semplice numero possiamo diventare consapevoli. Consapevoli di quello che possediamo, di quello che acquistiamo e di quello che vogliamo per davvero.

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Questo articolo ha 2 commenti.

  1. Erika

    “Perché ho sei paia di guanti” mi ha spezzata!
    Sai che avevo in mente di farlo anche io? Non ho ancora avuto il coraggio però. Pur avendo fatto molto decluttering quest’inverno e pur vedendo l’armadio abbastanza vuoto ho paura di vedere i numeri, perché come dici tu loro non mentono

    1. Michela

      Ciao Erika! Ci vuole il giusto mix di coraggio, tempo, voglia (e impudicizia se si mette tutto online :D). Se vuoi farlo, sono sicura che andrai benissimo. I numeri finali, sia che siano quelli che desideri o no, saranno un mezzo per arrivare al tuo obiettivo.

      (e poi fammi sapere quanti guanti hai tu perché io non mi spiego)

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